“Donna, se’ tanto grande e tanto vali…”
Alla vigilia della giornata della donna non potevo esimermi da un omaggio al gentil sesso. Ma non voglio banalizzare. Mimose e cioccolatini sono solo un dolce contorno a un’occasione di riflessione e di progettualità.
Questa non è la sede per proclami o campagne di sensibilizzazione, ma solo per liberi pensieri e sincere considerazioni. Allora per questa ricorrenza ho scelto di farmi aiutare sfruttando le suggestioni di arte e poesia.
Partiamo da una famosa opera di Gustave Klimt, Le tre età della donna (1905, olio su tela, Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, Roma): fiori, oro, trame preziose, raffinate decorazioni danno il la alle mie parole, per celebrare “l’altra metà del cielo”, quella tenera e forte, anche quando è violata, vessata o non considerata.
Bella sempre: bimba, mamma o nonna, che abbia la pelle bianca o scura e rugosa, sa mettersi a nudo, cioè esporsi ed entrare in gioco senza nascondersi, mostrando la sua avvenenza, come la sua fragilità.
Madre dolce e affettuosa, che sa rapire in un mondo di favola, dove c’è sempre un lieto fine: tra le sue braccia avvolgenti e sicure.
Donna provata dalla vita, dalla fatica del lavoro, dal donarsi senza misura, dalle delusioni e dalle sofferenze, che sa farsi da parte e rimanere sullo sfondo, come radice di consapevolezza, solidi piedi piantati a terra, per chi vive sulle ali di un sereno presente.
In un’unica forma si impasta l’immagine che vediamo, dalla scarmigliata capigliatura dell’infanzia, passando per la sensuale cascata ramata della giovane donna, fino ai grigi riccioli cadenti della vecchiaia: la dignità femminile è la stessa, inviolabile, innegabile, incommensurabile, a qualsiasi età, in qualsiasi situazione.
Lo voglio ricordare a tutti i colleghi del cosiddetto sesso forte, spesso dimentichi che una donna non va toccata neppure con un fiore… e neppure discriminata sul posto di lavoro.
Al presunto sesso debole, sostegno e supporto della famiglia e della società, soprattutto in questi tempi difficili, che nelle lacrime sa sciogliere rabbia e dolore per rialzarsi e andare oltre, chiedo di non scordare mai il proprio valore, di difenderlo contro tutti, anche da se stesse, quando spira il vento della banalità o della resa.
A tutte le donne dedico quindi le perfette parole di Madre Teresa di Calcutta:
Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.
Però ciò che è importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c’è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c’è un’altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c’è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!



