Quella rinascita speciale in un giorno speciale
Al suo posto un’altra persona avrebbe già mollato, vinta dalla stanchezza di una illusione che non si sarebbe mai suffragata in speranza certa.
Però Tommaso non era come tutti gli altri. Più la vita gli voltava le spalle e più la sua capacità di reazione e il suo coraggio crescevano. Sempre con il sorriso. Sempre con la voglia di farcela, nonostante le avversità.
Sin dalla tenera età il suo corpo era stato minato da una crudele malattia ad un rene. Di quelle che ti costringono ad una esistenza fatta di limitazioni d’ogni sorta, di orari da rispettare in maniera maniacale e sistematica, di tanti grazie ma non posso. E soprattutto di molte incertezze potenzialmente fatali.
Negli ultimi anni aveva imparato persino a decodificare lo squillo monotono della suoneria del cellulare e a comprendere in anticipo se si fosse trattato dell’ennesima comunicazione condita dalla delusione o dalla possibilità concreta di una finestra aperta su un mondo nuovo.
Immergersi nel lavoro lo aiutava anche solo per poche ore al giorno a dimenticare l’altalena di emozioni nella quale veniva spesso coinvolto. L’attesa saggia e consapevole restava il suo punto di forza.
Neppure l’incedere del tempo riusciva a scalfire il suo inguaribile e contagioso ottimismo. Perché, Tommaso ne era certo, quella sliding door prima o poi sarebbe girata nel verso giusto. Il quando sarebbe stato per lui un semplice dettaglio.
Quel momento era finalmente arrivato. Per una vita che si spegne, ma che con il suo estremo sacrificio diventa dono inestimabile e perpetuo, un’altra può rigenerarsi. Proprio quella di Tommaso.
Sarà stata pure una concomitanza di fattori, dettata da una lunga e rigidissima teoria di accertamenti preliminari, prima che i chirurghi si dedicassero alla delicata missione di restituire al suo corpo la certezza di una rinascita. Ma il “nuovo” Tommaso diventa tale proprio nel giorno di Pasqua. Semplice coincidenza?
C’è chi si ritempra nello spirito e decide di cambiare rotta, riconoscendo, innanzitutto con e a se stesso, che il passato può rappresentare un’esperienza da cancellare per ricominciare daccapo. E chi invece ha bisogno di un “segno” del corpo per acquisire pienezza.
Tommaso era in credito con il suo corpo. E il suo spirito non aveva bisogno di essere rigenerato. La sua vita andava già bene così, come quelle abitudini difficili da scardinare e che ormai facevano parte del suo destino.
Il segreto è stato quello di non temerlo, ma di affrontarlo a testa alta quando sarebbe giunto il momento.
E sempre col sorriso.
“Non c’è niente che non possa accadere oggi” (Mark Twain).



