Formazione: chi si ferma è perduto
Lavoratore ed employability. L’attribuzione più generica, ma allo stesso tempo più nobile, del significato di prestatore di attività, che si declina in chiave moderna in relazione alle nuove prospettive di un mercato sempre più dinamico e meno conservativo.
Fino a pochi anni fa si configurava come un’eccezione l’atteggiamento di chi era disposto a rimettersi in gioco, nonostante avesse il suo “bravo” impiego per tutta la vita, seppur caratterizzato dallo stesso contenuto professionale.
Oggi questa staticità non porta più molto lontano. In un epoca di profondi cambiamenti, quando non indotti da circostanze eterodirette, bisogna essere e restare sempre “employable”, vale a dire detenere o acquisire tutte quelle competenze che consentano di restare costantemente “sul pezzo”.
Ecco che si rivela sempre più strategico affiancare a un solido bagaglio tecnico anche competenze di matrice più “human”, quali flessibilità e gestione del cambiamento, analisi dei punti di forza e delle aree di migliorabilità, attraverso le quali sviluppare il self-branding e caratterizzare il proprio percorso lavorativo. Ciò potrebbe anche solo significare condurre attività che semplicemente soddisfino o facciano stare bene con se stessi.
Allo stesso tempo è indispensabile essere costantemente motivati e predisposti all’apprendimento allo scopo di adottare proficuamente comportamenti e perseguire valori in linea con il (modello di) business e la cultura dell’azienda in cui ci si trova a operare.
Porre al centro la persona e il suo sviluppo per consentire il costante accrescimento del suo peso specifico e della sua “spendibilità” sul mercato del lavoro a medio-lungo periodo, a prescindere dai settori merceologici: è questo il paradigma per consentire di guardare al domani con ragionevole ottimismo.
Ci stiamo, quindi, avviando verso il lavoratore che diventa imprenditore di se stesso? Che attraverso l’aggiornamento continuo del proprio skill professionale, sia o non favorito dall’azienda stessa se lavoratore subordinato, si mette frequentemente in discussione, alla ricerca di nuovi orizzonti di occupabilità?
Un lavoratore, in un certo senso, con la valigetta degli attrezzi sempre aggiornata con le ultime versioni, dalla nascita sino alla conclusione del proprio percorso professionale, che acquisisca e consolidi la consapevolezza che il processo di informazione e formazione resta in continuo divenire. E al tirar delle somme conta sempre e solo cio che sei e sai fare.
Se prima il futuro lo si rincorreva per tentare di assecondarlo, ora il rischio più serio è che se ti passa davanti o al massimo riesci a camminare parallelamente ad esso, è già diventato passato.
Essere “impiegabili” nel tempo è dunque la sfida che va affrontata.
Questo momento è giunto. Per tutti.



