Il deserto: un luogo dove l’anima rinasce e trova una via

Per chi lo ha visto in qualche documentario e può soltanto minimamente immaginare cosa significhi trascorrervi pochi minuti o addirittura sceglierlo come il proprio habitat naturale, il solo pensiero incute timore.

Deserto: luogo che per antonomasia ispira sentimenti di assenza di vita, di mancanza di qualsiasi prospettiva, di sussistenza di ogni forma possibile di disagio in caso di permanenze lunghe, soprattutto quando non adeguatamente organizzate.

Montagne di sabbia, venti che soffiano impetuosi, acqua che si manifesta sotto forma di miraggio. Nessuno, se non costretto dagli eventi, gradirebbe scegliere una situazione del genere.

E se invece, traslando il concetto dalla sua effettiva autenticità a quello di riscoperta di un luogo dell’anima, deserto significasse vita nuova? O, meglio ancora, vita rinnovata?

No, non si intende astrarsi dalla realtà o abbandonarsi alla solitudine eremitica (che qualche volta non guasterebbe, in verità…), ma provare a individuare una dimensione diversa rispetto alla routine quotidiana, che spesso consiste nell’attribuire a quest’ultima le giuste priorità. Per se stessi e per gli altri.

Il silenzio nel deserto, il deserto nel silenzio. Quanto avremmo bisogno di selezionare, quasi decodificare, il bombardamento di informazioni al quale siamo ininterrottamente sottoposti e che spesso ci condiziona. Per non parlare di tutti i maître à penser che circolano indisturbati in rete…

E quante volte preferiremmo prendere decisioni diverse rispetto al comune sentire e non lo facciamo solo perché veniamo travolti dagli eventi e ci dimostriamo incapaci di ritagliare quel tempo giusto per discernere, da dedicare a noi stessi. Quasi come se, facendolo, commettessimo chissà quale peccato mortale.

Nel deserto, poi, non ci si può recare, pena la stessa sopravvivenza, portando al seguito orpelli o zavorre varie. È questo il momento favorevole per riassaporare il gusto e la bellezza intrinseca di liberarci di tutto ciò che non è essenziale alla nostra vita. Che spesso significa non solo rinunciare a cose effimere, progressivamente elevate a indispensabili, ma anche, ad esempio, rompere i ponti con un passato fatto di amicizie non vere, di relazioni iniziate a diverso titolo e portate avanti solo per evitare di non uscire triturati dal giudizio altrui.

Deserto, infine, è anche comprendere, spogliandoti preventivamente della presunzione di poter sempre bastare a te stesso, di mettersi in discussione e di chiedere aiuto a qualcuno che ti sappia far vedere o accendere una luce. E portarla sempre con te lungo il tuo rinnovato cammino.

“Ci sono deserti diversi nell’esistenza. Quelli provocati dalla nostra aridità di sentimenti o quella delle persone che ci circondano. Poi ci sono i deserti veri, quelli della povertà, dove la vita consiste in un bicchier d’acqua da bere a piccoli sorsi” (Giuseppe Mauro Maschiella).