Un bel libro è per sempre. Anche in vacanza
Staccare la spina, ma continuare sempre ad alimentare la mente.
Per la terza estate consecutiva Il Bullone Telematico rinnova questo invito ai suoi lettori, all’insegna di una perseveranza che, al di là della bontà dei contenuti oggetto delle riflessioni settimanali proposte, rappresenta la cartina di tornasole per misurare il successo di una iniziativa.
E prima di calarci nuovamente nella “solita” quotidianità, con un autunno che si preannuncia ancora una volta, per il mondo del lavoro e non solo, denso di criticità, ma allo stesso tempo caratterizzato da sfide da affrontare e possibilmente vincere, ecco i tre libri suggeriti:
1) Nassim Nicholas Taleb: Il Cigno Nero. Un iperclassico della contemporaneità, che dimostra come l’uomo per sua natura tragga insegnamento dalle esperienze vissute e dal reiterarsi delle circostanze, concentrandosi di conseguenza su cose già note e trascurando invece sistematicamente ciò che non conosce. Così facendo resta indifeso di fronte all’imprevisto, mercati finanziari o vita quotidiana che sia. Perché prepararsi ad esso è il valore aggiunto per quando potrà accadere, senza lasciarsi cogliere impreparati.
2) Lelio Demichelis: La società-fabbrica. Digitalizzazione delle masse e human engineering. Un grido d’allarme per un mondo sempre più avviato ad essere governato da formule ed algoritmi, ove il capitalismo di un tempo è stato progressivamente sostituito dalla sua versione “tecno-totalitario-nichilista”. Uscire da questa irrazionalità e recuperare un profondo senso del limite in chiave umanistica, ecologica e autoresponsabilizzante è l’unica soluzione per invertire la rotta.
3) A cura di Riccardo Marchina: Spirito d’estate. Di castello in castello. Un antologia di diciassette brevi narrazioni, ambientate in vari manieri del mondo, che fa rievocare in chiave moderna quel sapore di arcano, di epico e di fiabesco “figlio” del Medioevo. Ne vien fuori complessivamente un testo accattivante e leggero, da far rimanere “A bocca aperta”, come il titolo del racconto scritto da Emanuele Di Nunzio.
Buone ferie. Per riprendere di nuovo penna e taccuino, tastiera e monitor, l’otto settembre.
