Gesù Bambino o la pecorella: chi vorresti essere?
C’erano una volta tre bravi bambini, tanto amici tra di loro, che si volevano molto bene.
Rino, Lallo e Chicco andavano insieme a scuola, giocavano al parco, si ospitavano reciprocamente nelle loro camerette per costruire interminabili piste per le macchinine e andavano sempre d’accordo.
Si approssimavano le feste di Natale ed erano molto emozionati perchè a scuola si preparava la recita: ripassavano insieme le canzoni, ritagliavano i cartoncini colorati per addobbare la loro aula, dipingevano con grande impegno il lavoretto che avrebbero portato a casa per le feste.
Arrivò il giorno in cui la maestra affidò a ciascun bimbo la parte per la rappresentazione finale: il presepe vivente.
Chicco doveva impersonare Gesù Bambino! “Che bello! Proprio il protagonista! Che fortuna per lui – pensò Rino –“. A Lallo era stato attribuito il ruolo di San Giuseppe. “Accipicchia! Anche lui ha un posto centrale – sussurrò tra sé e sé ancora Rino – nel bel mezzo del palco: impersonerà il papà di Gesù! Wow!”
Poi la maestra pronunciò il suo nome. “E tu Rino farai…….”. Rino cominciò a pensare: forse l’angelo splendente o uno dei Re Magi con i loro sontuosi mantelli.
Invece la maestra disse: “la pecorella!” Rino divenne immediatamente triste. Perché la maestra lo puniva così? Perché ai suoi due amici i ruoli più importanti e a lui il più brutto? E iniziò a provare una forte invidia.
Tutti i bimbi allegri ed entusiasti corsero a indossare i loro vestiti e a posizionarsi sulla scena. Rino invece era dietro, mogio, in disparte.
Quando la maestra lo aiutò a indossare l’abito della pecorella, un sorriso appena accennato raggiunse tuttavia il suo volto. “Almeno è un abito simpatico – si fece forza Rino –. Con questa pelliccetta riccia riccia sembra il costume più originale di tutti”.
Poi la maestra spiegò a ciascuno cosa dovesse fare. Rino era l’ultimo a entrare in scena e la maestra gli mostrò tutti i movimenti che doveva fare e come doveva concludere.
Allora Rino cominciò a capire…
Il giorno della recita la platea dei genitori guardava commossa e quasi con devozione la sacra rappresentazione fatta da quei piccoli personaggi, tutti ben calati nel proprio ruolo: figure statiche e silenziose, assorte in atteggiamento di adorazione.
Il neonato Gesù, fermo e zitto nella mangiatoia, girava gli occhi attorno, come un bimbo curioso di conoscere il mondo. San Giuseppe, l’attento custode, guardava il Bambinello senza distrarsi…
Ma all’improvviso una simpatica pecorella comparve sulla scena belando e balzando da una parte all’altra. Riempì di vitalità e brio la scena statuaria. E quando si accovacciò ai piedi del Bimbo divino e facendogli solletico con la pelliccetta gli strappò una risata, il pubblico divertito scoppiò in uno scrosciante applauso!
Rino era felicissimo…
Alla fine il ruolo della pecorella si rivelò il più bello di tutti!

