Caro Bianconiglio,
… ti scrivo perché ultimamente mi sei venuto in mente spesso e penso di somigliarti un po’: sempre a correre con quell’orologio in mano, con l’ansia di arrivare tardi; così preso dagli impegni da rischiare di non dar retta, tutto infastidito, all’Alice di turno che ti chiede qualcosa.
Ma tutta questa corsa dove ci porta? Siamo certi di dove stiamo andando? E’ davvero così importante ciò che ci fa correre, senza renderci conto di ciò che ci gira intorno?
Siamo talmente portati a ottimizzare il tempo, a utilizzare ogni istante, che abbiamo ormai acquisito dei riti cadenzati inderogabilmente uguali, di lucida follia: ogni mattina mentre esce il caffè ci facciamo la barba; mentre siamo in bagno controlliamo la posta; mentre arriva l’ascensore prendiamo borsa e giacca e chiudiamo la porta di casa (forse…); mentre scendiamo infiliamo la giacca e tiriamo fuori le chiavi della macchina; in auto, mentre avviamo il motore pigiamo sul telecomando; mentre si apre sul cancello automatico allacciamo la cintura di sicurezza; e così via per l’intera giornata una folla di “mentre” si rincorre a scandire il nostro tempo. Per guadagnare cosa? Forse solo tanto stress.
Basta Bianconiglio! Non si può andare avanti così! C’è un giardino meraviglioso che attraversi correndo e di cui non ti sei accorto. Fermati, respira, gira lo sguardo attorno. Puoi anche continuare a camminare, ma puoi dire qualche “Buongiorno” sorridendo e guardando le persone negli occhi, anziché guardare sempre quel benedetto orologio, che per me è anche smartphone, contapassi, meteo. Così con una sola occhiata posso tenere sotto controllo più cose.
Ecco, ci risiamo! A forza di “tenere sotto controllo” stiamo perdendo il gusto della vita. Quella sana lentezza che ci consente di cogliere e assaporare. Vogliamo metterci in testa che non saremo giudicati sulla puntualità, ma sull’amore che siamo stati capaci di dire e di dare?
Ci sono situazioni che richiedono necessaria solerzia. Ce ne sono altre in cui dobbiamo imparare a R A L L E N T A R E per il nostro benessere, personale e relazionale. E poi dove si arriva si mette il punto!
Ehi Rabbit, ci proviamo?!?!
“Davanti vide un lungo corridoio, nel quale camminava il Coniglio bianco frettolosamente. Non c’era tempo da perdere: Alice, come se avesse le ali, gli corse dietro e lo senti esclamare svoltando il gomito: -Perdinci! Veramente ho fatto tardi! – Stava per raggiungerlo, ma al gomito del corridoio non vide più il coniglio (Lewis Carrol, Alice nel paese delle meraviglie).
