Dove può spingersi l’amore
“Non c’è amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”, è una delle frasi più note del Vangelo.
Amata dai credenti, condivisa dai laici, descrive la profondità dei sentimenti che ci legano all’amico, “l’altro se stesso con cui confondere la propria anima, in modo da farne di due una sola”, diceva Cicerone.
Bello, poetico, eroico. Ma tra il dire e il fare… Chi davvero sarebbe pronto a morire per l’altro?
Natalia. La sua storia ha commosso l’Italia e non solo. Questa badante d’origini bulgare, che lavorava in una località del Mezzogiorno, l’otto marzo scorso ha celebrato la sensibilità, la cura, l’abnegazione cui una donna può arrivare spingendosi fino all’estremo sacrificio e testimoniandole con la sua stessa vita.
Allo scoppio di un improvviso incendio nell’abitazione dove vivevano insieme, lei ha messo al sicuro l’anziana coppia di coniugi di cui si occupava. Poi, nonostante soffrisse d’asma, è rientrata in casa per tentare di recuperare alcune cose, ma le esalazioni di ossido di carbonio le sono risultate fatali.
È morta così: col coraggio, la dedizione e l’abnegazione di cui, forse, un figlio non sarebbe stato capace. Eppure non aveva neanche un contratto regolare.
Quanto spesso queste donne che si separano dai familiari, alla ricerca di un futuro migliore in una terra lontana, il futuro migliore lo costruiscono a noi, sollevandoci da ansie, assicurandoci il necessario, alleviandoci dolore e solitudine, finendo per stringere legami di affetto con le persone affidate alle loro cure, con una forza e una complicità ben difficilmente riscontrabili altrove.
A volte sanno essere veri angeli senza ali, epifanie in carne e ossa dell’amore totale, che resta a tutti nel cuore.
E rimane per sempre.
L’unica cosa importante nella vita sono le tracce dell’amore che lasciamo quando partiamo.
(Albert Schweitzer)
