Quando a distanza di generazioni si semina e si raccoglie amore
Quanto è grande la potenza del bene. E quali effetti, anche inimmaginabili, può far generare a distanza di anni, come un lungo filo che viaggia apparentemente senza una meta precisa, ma che invece poi si riannoda e diventa sorgente di vita.
Se tre persone si sono abbracciate, guardate negli occhi e prodotte in un pianto di gioia, è perchè qualcuno in tempi difficili come questo – ove il sibilo delle armi era la triste colonna sonora come sta accadendo in queste lunghe settimane in Ucraina – a metà del secolo scorso non si è girato dall’altra parte, ma ha incarnato nei fatti cosa significhi gettare un’ancora di salvezza a beneficio del prossimo.
In Israele, precisamente a Tel Aviv, una donna ha accolto due profughe ucraine: 80 anni prima la loro nonna salvò la sua dai nazisti.
Ora sono state le nipoti a perpetuare questa storia a parti inverse, visto che nella circostanza è stata la persona ebrea a fungere da protettrice alle due ucraine e ad ospitarle a Tel Aviv, quasi, ricambiando, in un certo senso, il favore di cui si erano rese autrici le loro nonne.
Una storia di tantissimo tempo fa, che come tante altre rischiava di finire nel più completo anonimato, se a ripercorrerne l’autentica essenza non fosse intervenuto il destino di una memoria comune: quello di una guerra.
Non farti sentire solo, anche nelle situazioni peggiori. Quelle in cui intravedere uno spiraglio di luce e di speranza può rappresentare solo l’anelito di un sogno irrealizzabile e non l’auspicio di una realtà fattibile.
È questa la grande portata di un sentimento, di un moto dell’animo, come quello dell’accoglienza.
I confini si abbattono, i cuori si aprono, la diversità si limita solo al nome e cognome. In questo modo diventiamo tutti uguali, tutti figli di quel mondo perfetto, che non è solo il Paradiso per chi crede, ma può cominciare ad esserlo anche su questa terra.
Fare il bene produce solo altro bene. Senza data di scadenza. Le nonne della nostra storia lo hanno seminato per le loro nipoti. Lo hanno seminato a beneficio di tutto il mondo.
Chi avrebbe potuto immaginarlo?
“Quel che ora penso veramente è che il male non è mai ‘radicale’, ma soltanto estremo, e che non possegga né profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare il mondo intero, perché si espande sulla superficie come un fungo. Esso ‘sfida’ come ho detto, il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, di andare alle radici, e nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla. Questa è la sua ‘banalità’. Solo il bene è profondo e può essere radicale” (Hannah Arendt).





