La strada giusta
Insegui i tuoi sogni, vivi le tue passioni, combatti per far vedere chi sei, metti tutto te stesso in tutto ciò che fai, non temere di essere chi sei.
Tutti slogan ad effetto, tutti veri. Poi, però, quando li cali nella realtà, ti possono condurre dalla parte che proprio non pensavi.
Sei un ragazzo nato e cresciuto a Roma; ti piace tanto giocare a pallone; sogni, come tutti i tuoi coetanei, di entrare a far parte della tua squadra del cuore, di diventare un campione, di avere successo, di essere sulla bocca di tutti; pian piano scopri che sei bravo sul serio e qualcuno ti nota; allora cominci a crederci e ti impegni perché possa esser vero (dieta, allenamento costante, niente fumo, niente alcol, niente eccessi per rimanere concentrato) e poi finalmente tutto prende forma: un fax firmato da un allenatore di una compagine di serie A per firmare come secondo portiere!
E proprio in quel momento… capisci che non te ne importa niente, che questa cosa non ti rende felice. Immagini come potrebbe essere il tuo domani e senti che quella vita non la vuoi, non è la tua.
Allora dici: no. E volti pagina.
Il combattimento inizia ora: ricominciare da capo, altrove. Hai capito quale non è la tua strada. E ora?
Cammini, cerchi di essere presente a te stesso e vai avanti. La disciplina dello sport ti ha insegnato a tener duro, sempre. Continui a fare scelte consapevoli, a impegnarti in progetti che ti interessano, cercando ciò che ti far stare bene.
Viaggi da una parte all’altra e un giorno arriva la consapevolezza. Casualmente, proprio in uno stadio di calcio, ti alzi in piedi e dici convinto e felice: “voglio essere un sacerdote”.
Di lì a poco entri in seminario, iniziano lo studio, gli impegni missionari in giro per il mondo (Ecuador, Australia, Brasile), ma soprattutto la gioia, più forte ogni giorno, di sentirti finalmente al posto giusto, contro tutti quelli che ti avevano detto: “aspetta, ma che fai?!”.
Questa la vera storia di S, che proprio oggi diventa prete, per le mani di Papa Francesco.
A lui, agli altri otto che sono con lui, ma anche a tutti i giovani in cerca del proprio percorso l’augurio di essere sempre autentici e fedeli alla propria coscienza, di sentire quotidianamente di aver vissuto a pieno, di vivere ogni giorno nell’amore.
C’è sempre, nella nostra vita, una misteriosa coerenza, un filo conduttore, una trama che qualcuno chiama vocazione, o chiamata, o addirittura destino. Che dobbiamo saper riconoscere e che dobbiamo avere il coraggio di non tradire se vogliamo restare noi stessi, e fare qualcosa che vale.
(Francesco Alberoni)
